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venerdì 3 agosto 2012

Crostatine alla crema di yogurt

E' successo qualche pomeriggio fa. A Roma. Quasi agosto. 37°. Dopo alcune 
"lunghe ore del giorno passate in un sopore affannoso, esalando un'interna angoscia in lamentazioni e querele, gonfiandomi di acque tinte, facendomi vento con un ventaglio giapponese e tergendomi il sudore dall'orribile fronte che la luce vaporosa ingialla di pallor"*
Ho capito che non potevo più rimandare. Non ce la facevo più. Mi prudevano le mani e allora l'ho fatto! Con uno scatto invidiabile, data la condizione psico-fisica descritta, ho valutato i pro e contro, mi son scrollata di dosso ogni traccia di torpore e superato la mia reticenza. E finalmente, dopo essermene privata per giorni e giorni...


ho acceso il forno.


In fondo, ero sola in casa, chi mi avrebbe sgridato?? Ho anche preso delle precauzioni, se è per questo.. ventilatore acceso (condizionatore? seeeeeee!!), finestre spalancate. 
Impasto e inforno in un attimo - mi son detta. A chi posso far male, in fondo? Giusto alzare di qualche grado la temperatura in casa. Lui si arrabbierà al rientro, ma poi mi perdonerà. E' un'addiction in piena regola la mia, ci vuole pazienza! 
Così, con una impertinente voglia di dolce, pochissimi ingredienti a disposizione e nessun'altro presupposto, ho creato. 

*tratto da "Cronache Romane", L'estate a Roma - articolo apparso su La Tribuna del 20 luglio 1887 di G. D'Annunzio.



Crostatine alla crema di yogurt con melone e ribes


Ingredienti per 2 crostatine + 2 mignon:

Per la frolla:
100 gr di Farina 00
50 gr di Burro
35 gr di Zucchero grezzo
1 tuorlo 
un pizzico di sale
la scorza di 1/2 Limone

Frullate nel mixer farina, zucchero, burro, pizzico di sale e scorza grattugiata del limone, fino ad ottenere un composto a briciole. Aggiungete il tuorlo d'uovo e impastate a mano la frolla. Se necessario aggiungete un cucchiaio di acqua fredda. Deve risultare un composto piuttosto omogeneo, che non tenda a sbriciolarsi. Formate un panetto e fatelo riposare in frigo per almeno 30 minuti.
 

Per la crema allo yogurt:
200 ml di Latte
35 gr di Zucchero grezzo
20 gr di Maizena
1 foglio di colla di pesce
1 vasetto di yogurt bianco
1 bustina di vanillina

Mentre la frolla riposa preparate la crema. Ammorbidite la colla di pesce in un bicchiere d'acqua. Scaldate il latte con lo zucchero fino a che accenna l'ebollizione, poi incorporate la maizena sciogliendola bene con la frusta. Aggiungete la vanillina e mescolate fino a che il composto non risulti ben denso. Spegnete il fuoco e lasciate intiepidire sempre mescolando. Aggiungete la colla di pesce e lo yogurt. 
Fate freddare la crema completamente in frigo (per questa quantità di crema non ci vorrà molto, ma se ve ne serve una dose doppia o tripla è d'obbligo prepararla un paio d'ore prima di confezionare la crostata).


Stendete la frolla e rivestite gli stampi scelti. Bucherellate il fondo, copritelo con un pezzo di carta forno e una manciata di fagioli secchi. Cuocete in forno caldo a 180° per 10 minuti. Sformate e lasciate raffreddare su una gratella.


Completate le crostatine riempiendole di crema allo yogurt e guarnendole con frutta fresca a piacere o altro ingrediente suggerito dalla vostra fantasia. 
Io ho scelto palline di melone e ribes. 


Per il forno sono stata perdonata, poi. Per i ribes, no! 

martedì 19 giugno 2012

Di cuore!

The Simpsoooooon! Para pppa parara ppa ppa raaaa parararà! 


Episodio 18 Serie 20: Papà la sa più corta. 
E ci credo bene! Perché il papà in questione è proprio lui, il disatroso Homer Simpson! Potrà mai saperla più lunga di altri papà? 
Ci prova, come sempre con il cuore. E con quel suo cuore pasticcione, in particolare. Vuole fare il bravo padre, prendere in mano la situazione (per una volta Marge è impegnata a prendersi cura di sè) e seguire i figlioli, aiutarli ad affermarsi, ad avere un futuro di successi.


Primo: aiutare Bart negli studi per evitare che diventi il subalterno del più nerd tra i nerd dei suoi compagni...     
Secondo: insegnare a Lisa, la figlia studiosa, responsabile e intelligente, a essere anche popolare. 
Ah! Non facile! Bart è troppo intento a farsi passare uno spaghetto da una narice all'altra... 
E come rendere Lisa popolare e ben voluta tra la gran massa delle ragazzine sue coetanee, irrimediabilmente frivole, civettuole, superficiali? 


Con il libro giusto alla mano! Capitolo X, pagina Y. Homer è andato in biblioteca, e, nella sezione "risolvi i problemi di tua figlia", ha scelto il libro che spiega tutti i trucchi per entrare a far parte della cricca dominante.
Ho drizzato le antenne. "Questo sì che mi potrà tornare utile!", ho pensato. 


Fondamentale è imparare a fare un uso tagliente e velenoso della propria loquacità...  
A tale scopo, si illustrano alcune nuove "figure retoriche": 


1) Ansulti. Dicesi "ansulti" gli insulti mascherati da complimenti. Le donne eccellono nell'arte dell'ansulto, soprattutto quando si tratta di estetica e moda: "Belli i tuoi pantaloni harem! Ma sono per caso tornati di moda??" 
2) Biglietti di invidio. Un pò in disuso, per la verità, sono stati egregiamente sostituiti dai messaggi sulla bacheca di Facebook. Raggiungono i più alti vertici di retorica e falsità. Altrettanto dicasi delle risposte.  
3) Abbracci odianti. In alcuni momenti della vita ci toccano. Anche i nostri peggiori nemici si sentono in dovere di abbracciarci (e baciarci) il giorno del nostro compleanno, a Natale, se ci sposiamo o se ci è successo qualcosa di brutto.  
4) Spam con timide lodi. Tipico di questa categoria è l'uso inflazionato dei vari "cara", "tesoro", "bella". 
5) Ritiro alla Toledo. Si caratterizza per l'intenzione di umiliare un singolo. Come quando si è in gruppo e si organizza qualcosa da fare che in apparenza non vuole esplicitamente escludere il singolo, ma di fatto sì.   


Vale a dire che nelle scuole, negli uffici, ovunque ci sia un gruppo di persone che si frequenta con regolarità, a dominare è sempre chi sfodera una lingua tagliente e biforcuta prima e più degli altri, chi non rinuncia mai alla propria necessità di aprire bocca e dargli fiato?! Vale a dire che non si diventa popolari e ben voluti da tutti per la propria discrezione, sensibilità e educazione?!
E allora sai che c'è??? Di tanto in tanto, nei casi di cui sopra,  concendiamocelo, un bel vaff@#çù[*!!  Di cuore! 




Ed è con il cuore che condivido con voi, questi genuini dolcetti, che per me sono diventati una variante super veloce e leggera della torta di grano saraceno, tipica del Trentino.


Muffins di grano saraceno

riadattata da una ricetta di Marco Bianchi 


Ingredienti per 12 muffin 



1 vasetto di yogurt greco (da usare come unità di misura)
1 vasetto di zucchero grezzo
3 vasetti di farina di grano saraceno
2 albumi
1/3 di vasetto di olio extra vergine d'oliva
1 bustina di polvere lievitante 
la scorza di un limone non trattato
un pizzico di sale
marmellata di mirtilli rossi



Versate lo yogurt in una terrina. Sbattetelo con lo zucchero. Setacciate farina, lievito e sale e uniteli allo yogurt. Diluite con l'olio. Aggiungete la scorza di limone e gli albumi montati a neve, incorporandoli delicatamente.
Distribuite l'impasto nei pirottini e nello stampo da muffins aiutandovi con un sac à poche. Cuocete in forno caldo a 170° per 25 minuti. 
Lasciate freddare i muffins completamente, tagliate la parte superiore (con un coltello da pane è impossibile sbagliare!). Ricavate un cuore con un tagliabiscotti, ricomponete il muffin e riempite lo spazio di marmellata. 
In un sacchetto per alimenti si conservano bene anche per tre giorni. 

venerdì 15 giugno 2012

Torta fredda allo yogurt greco

La torta dell'estate!
Un classico intramontabile!


E diffidate dalle imitazioni confezionate dal sapore stereotipato!
Vi darà grande soddisfazione! Udite, gente! Udite questa ricetta e memorizzatela! Troppo facile per non provarla, troppo versatile! 
Basta ciambelloni tristi e biscotti rinsecchiti: è estate! 


Torta fredda allo yogurt greco e frutti di bosco

vista su deliziando

Ingredienti per uno stampo da 20 cm 


150 gr di Biscotti integrali 
70 gr di Burro
500 gr di Yogurt greco intero
200 gr di Panna fresca 
70 gr di Zucchero a velo
8 gr di colla di pesce
scorza di limone
Frutta a piacere


Iniziate foderando uno stampo a cerniera con carta forno, ungendola con pochissimo burro a mo' di collante. 
Sciogliete il burro e lasciatelo intiepidire. Tritate i biscotti piuttosto grossolanamente usando i mezzi di cui disponete: un mixer, un frullatore, un minipimer, un mattarello, le vostre nude mani (pulite)...
Unite il burro ai biscotti tritati e componete il fondo della torta pressando il composto con il dorso di un cucchiaio o con un batticarne. Ponete in frigo e preparate la crema. 
Mettete la colla di pesce in ammollo in acqua fredda per 5 minuti. 
Nel frattempo sbattete lo yogurt con lo zucchero e la scorza di limone. 
Sciogliete la colla di pesce strizzata in due cucchiai di acqua calda, senza portare ad ebollizione e aggiungetela allo yogurt.
Montate la panna e incorporatela allo yogurt delicatamente senza smontarla, mescolando dal basso verso l'alto.
Versate la crema nello stampo e livellatela. Lasciatela in frigo almeno 2-4 ore prima di decorarla e servirla. 
Volendo si possono fare milioni di varianti. Tutte quelle che la vostra fantasia e la vostra golosità vi suggeriscono. Si può aggiungere la frutta direttamente sul fondo o nella crema. Oppure sopra a cascata come ho fatto io: fragole e fragoline di bosco, more e mirtilli. E foglioline di menta per profumare.   




Con questa ricetta partecipo al contest di Morena, Un dolce al mese per il mese di giugno, in cui è protagonista lo yogurt:



domenica 29 aprile 2012

La Torta Focaccia e la prima pedalata

Ieri finalmente abbiamo slegato le nostre biciclette! Abbiamo aperto i lucchetti e le abbiamo liberate dalle pesanti catene cementate che da questo inverno le tengono legate l'una all'altra nel ricovero all'aperto dove trascorrono il letargo invernale. Lo abbiamo fatto per unirci al raduno organizzato lungo Via dei Fori Imperiali per promuovere una città più a misura di ciclisti




In un pomeriggio romano assolatissimo e caldo, abbiamo spolverato, nel senso letterale del termine, le nostre bici dalla coltre di polline di pioppo che le ha ricoperte nelle ultime settimane, abbiamo gonfiato le gomme ed effettuato la ordinaria manutenzione e via verso il Colosseo!
Noi che viviamo a ridosso della pista ciclabile che attraversa Roma da nord a sud (pista tiberina) costeggiando il Tevere, da Castel Giubileo a Ponte Galeria, siamo sensibili al tema. La ciclabile la usiamo e la vorremmo usare di più! Certo, però, la nostra non è una città facile per i ciclisti. In strada e non solo.  




Pensate che i condomini che accettano di attrezzare uno degli spazi comuni per ospitare le biciclette dei condomini sono una vera rarità. La normalità è torturare verbalmente e a suon di minacce chi si appropria di un paletto per legare il suo eco-mezzo di trasporto. Quindi le difficoltà dei ciclisti a Roma, iniziano in casa propria per tutti quelli che non possono tenersi la bici in una proprietà privata (giardino, terrazzo, cantina, soffitta, box, garage...).
E fuori è anche peggio. Una bicicletta a Roma infastidisce, parcheggiata o in movimento che sia; disturba la prepotenza delle autovetture e dei loro padroni. 
E per di più, le biciclette sono oggetto di furto, sicuro al 100%. 
Non è un rischio, è una certezza. 
E non importa neppure che tipo di catorcio possiedi, è matematica, te lo fregano lo stesso! 
Ma per fortuna i ciclisti ci sono e pure tanti e con il consolidarsi della crisi economica non potranno che aumentare nel numero, nell'importanza e nella considerazione dei romani stessi e delle autorità capitoline.  


Per l'occasione ho preparato una particolare pizza-focaccia-torta rustica. 
Non saprei bene come definirla, direi che torta focaccia sia la definizione più calzante. Volevo qualcosa che fosse facile da portare e più leggera di un panino. 




Questa ricetta l'ho vista sul secondo numero di Sale&Pepe kids e mi ha incuriosita moltissimo: ne è uscito un impasto molto versatile e di rapida esecuzione. Una validissima idea per un buffet, un pic nic o per un brunch veloce.  


La Torta Focaccia


Ingredienti per uno stampo da 24 cm


180 gr di Farina 00

3 uova


100 gr di yogurt 


2 zucchine


8 pomodorini ciliegia

1 patata lessa 


80 gr di grana padano


1 bustina di lievito per 
torte salate 


prezzemolo 


erba cipollina 


olio extra vergine d'oliva


sale e pepe


Lessate la patata con la buccia, spellatela e lasciatela freddare. 
Tagliate i pomodorini e privateli dei semi. Riducete le zucchine a dadini e saltatele in padella con due cucchiai di olio. Quando sono quasi cotte unite i pomodori e la patata lessa a cubetti e cuocete tutto insieme per un paio di minuti. Poi lasciate riposare le verdure a fuoco spento, aggiustando di sale e pepe. 
Occupatevi dell'impasto sbattendo le uova con 3 prese di sale, circa 70 gr di olio extra vergine d'oliva e lo yogurt. Aggiungete il formaggio grattugiato (io ho usato grana padano, ma si può tranquillamente usare del provolone dolce o piccante, del gruyère o del pecorino a seconda dei gusti), due cucchiai di prezzemolo finemente tritato, due cucchiai di erba cipollina e gradualmente incorporate la farina. 
Per ultimo unite il lievito e mescolate benissimo. L'impasto risulta un pò duro, ma a parte il doverlo livellare per bene nello stampo rivestito di carta forno, non comporta nessun inconveniente per la buona riuscita della ricetta. 
Distribuite sul composto le verdure il più uniformemente possibile e infornate nel forno già caldo a 180° per 50 minuti. 




Con questa ricetta partecipo al contest picniKiamo! di Giovanni del blog Peccato di Gola.







mercoledì 4 aprile 2012

Torta allo yogurt greco e fragole e Farmer's market


Non volevo dimenticarmi di questa torta, di come l'ho fatta e soprattutto di condividerla, l'ho anche promesso alle amiche!
L'ho sfornata una sera qualche settimana fa, una sera nel bel mezzo della settimana, quando loro (il figlio e il marito) già guardano la televisione e io ancora sono a 2000km/h. Stranamente non ho avuto neppure voglia di assaggiarla. Sì, l'ho snobbata! 

Nel frigo c'erano le prime fragole comparse al Farmer's market - quelle della Sig.ra Teresa (penultimo banco in fondo a destra), sono sempre buonissime - ma non erano ancora tanto dolci da essere gustate solo con un cucchiaino di miele d'acacia e una spruzzata di limone, come piace a me. 
Meglio prepararci un dolcino leggero, allora! Mi ricordavo di una ricetta interessante, di quelle che balzano da un blog all'altro e perciò danno fiducia. Sapete, per me è molto importante conoscere il grado di infallibilità di una ricetta perché a volte ho toppato e di brutto, un po' per causa mia, un po' no... L'originale della ricetta in questione proviene da Tessa Kiros ma devo dire che in questa mia versione non ne rimane più nulla se non la citazione di rigore. Tanto per cominciare ci volevano i mirtilli, poi il latticello, che Laura ha sostituito con yogurt magro e latte, Paola con la panna UHT... beh vabbé... di solito finisce che a furia di sostituzioni si fanno delle vere ciofeche! 
Ma stavolta no! 
Una torta senza le premesse di essere buonissima, stupisce tutti e finisce divorata dal solito Gigione! Io, invece, l'avevo già data per spacciata:  "Ah Gi', mangiane una fetta a colazione ché stasera potrebbe essere da cestinare..."
Quando è arrivato il mio momento c'era rimasto poco più che un assaggio!
Soffice e umida al punto giusto e soprattutto non gommosa (come a volte sono i dolci senza grassi).

Ingredienti per uno stampo da 24 cm di diametro:

300 gr di Farina 00
1/2 bustina di polvere lievitante
120 gr di Zucchero grezzo chiaro
2 uova 
250 gr di Yogurt Greco magro 
scorza grattugiata di un Limone
pizzico di sale
250 gr di Fragole 
2 cucchiai di Zucchero di canna per polverizzare

Sbattete con le fruste (o nella planetaria) le uova con lo zucchero fino a che non diventano chiare e spumose, ma non completamente montate.
Aggiungete lo yogurt e la scorza di limone e, un poco alla volta, la farina setacciata con il lievito e il sale. 
Lavate le fragole (con il picciolo, altrimenti si riempiono d'acqua!!) e tamponatele con carta assorbente, tagliatele in 4. 
Versate il composto nello stampo imburrato e infarinato, livellatelo e distribuiteci sopra le fragole. Polverizzate con lo zucchero e infornate a 180° per 35/40 min. indicativamente (fa fede la prova stecchino sempre e comunque!). 
Servite completamente fredda polverizzata di zucchero a velo.

Con queste dosi la torta è davvero light, pochissimo dolce e senza grassi. 
Ciò vi consente piuttosto liberamente di tagliarla in due e di spalmarla con un velo di marmellata di fragole fatta in casa come la mia (ultimo vasetto del 2011, tra poco si ricominciaaaaa!!). 

Le fragole della Teresa 

Proprio questo lunedì è apparso un bel post sul Farmer's market su www.cavolettodibruxelles.it e l'ho molto apprezzato perché, non solo io ne parlo da anni a chiunque mi conosca e ovviamente ne ho iniziato a parlare anche qui, ma mi sembrava quantomeno inverosimile che non se ne parlasse in alcun modo in rete. 

Sta di fatto che il Farmer's market dell'ex mattatoio di Testaccio a Roma è un mercato che 'fa innamorare'; sarà per la location unica (e le foto di Sigrid lo confermano) sarà perché quelli della mia generazione e con il mio stile di vita  - quando non hanno ceduto a contaminazioni radical chic - il contatto con il coltivatore diretto non l'hanno avuto mai neppure a 8 anni durante la gita scolastica a Torre in Pietra... 

Il rispetto della Stagionalità degli alimenti e la Qualità delle materie prime sono il minimo che si può imparare frequentando un Farmer's market. Ci sono poi vantaggi supplementari di cui gode solo chi ci crede e per questo io invito alla prova: il Sapore degli alimenti a cui la grande distribuzione ci ha disabituati, la Freschezza dei prodotti venduti (ma voi lo sapevate che le melanzane fresche non hanno bisogno di essere messe sotto sale?).  
Poi c'è la questione dei Km 0. No alle fragole spagnole, no ai kiwi neozelandesi, alle arance tunisine. Per una questione di protezionismo economico e di ecologia. E mi sembra che ciò rappresenti proprio il minimo indispensabile. Ecco io credo a tutto questo. A questo minimo che lo dobbiamo fare in tanti a prescindere da qualsiasi moda momentanea. 


Con questa ricetta partecipo al primo contest di L'amore in cucina: